Il partito dei padroni – 2

4 settembre 2010

Filippo Astone e il tabù Confindustria

L’Italia ha un problema di classe dirigente? Non è un problema. E’ IL problema.

“E’ in corso un attacco alla libertà e all’indipendenza di Confindustria”. Con queste parole Emma Marcegaglia ha aperto l’assemblea privata di Confindustria che si è tenuta il 26 maggio scorso. La presidente dell’associazione imprenditoriale si riferiva a tre episodi: un lungo articolo dell’Espresso firmato da Stefano Livadiotti; una cover story del settimanale rizzoliano Il Mondo, nella quale Andrea Ducci intervistava il deputato della rutelliana Api Massimo Calearo (già presidente di Federmeccanica e degli industriali di Vicenza) che esprimeva giudizi molto critici nei confronti dell’attuale vertice confindustriale; il libro inchiesta del giornalista e scrittore Filippo Astone,  Il partito dei padroni. Come Confindustria e la casta economica comandano in Italia, pubblicato da Longanesi.

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Il partito dei padroni – 1

4 settembre 2010

08/08/2010 – www.novefebbraio.it

Un saggio di denuncia non è esattamente una lettura estiva, ma a chi vuole alternare a gialli e fantascienza qualcosa di più impegnativo, consiglieremmo “il partito dei padroni” di Filippo Astone , saggista giornalista del periodico Mondo. Il libro, che esplicitamente  trae ispirazione dalla denuncia della classe imprenditoriale da parte di Ernesto Rossi in “i Padroni del vapore” (1955), è una pesante critica a quello che viene definito “uno dei più potenti partiti italiani”.

Astone ne descrive la complessità burocratica e la capacità di influire sulla vita politica e sociale italiana, sino a considerare la presidenza di Confindustria “la quinta carica dello stato”, tra l’ altro eletta con metodi molto bizantini, all’ insegna della cooptazione, tanto da scontentare fortemente anche esponenti imprenditoriali, di successo, ma estranei alla “nomenclatura”

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Vicenza, la giunta si allarga

4 settembre 2010

L’Udc con il centrosinistra

Variati: tra noi una sintonia non episodica

VICENZA - «Un governo di Vicenza, per Vicenza»: è il titolo che il sindaco Achille Variati e i rappresentanti di Udc e lista civica Cicero Impegno a 360 gradi hanno voluto dare al documento che suggella da oggi l’allargamento della maggioranza di centrosinistra in Comune. «Nei primi due anni di mandato amministrativo – si legge nel testo dell’accordo – due forze consiliari di minoranza, un partito, l’Udc, e una lista civica, Impegno a 360 gradi, hanno, pur con sfumature e percorsi diversi, interpretato il ruolo di opposizione in coerenza con questi principi, scegliendo una prassi consiliare improntata alla valutazione concreta e non ideologica delle proposte e delle scelte dell’amministrazione». Le due forze politiche, viene rilevato, hanno maturato «una sintonia non episodica» con l’amministrazione municipale guidata da Variati e con le sue linee programmatiche di governo, in particolare sui temi della trasparenza amministrativa, della difesa dei più deboli e dello sviluppo sostenibile del territorio. Un segno che Vicenza intende dare alla politica nazionale, con un progetto civico, si puntualizza, «che includa anzichè dividere, che alle logiche di scontro permanente anteponga la concreta vocazione al fare e al dare risposte». La nuova maggioranza, conclude il documento, «nasce nel tempo della crisi economica e alla vigilia di un bilancio, quello 2011, che le scelte attuate dal Governo nazionale renderanno difficilissimo e pesante». (Ansa)

03/09/2010 – Dal Corriere del Veneto

Miracoli estivi di Bossi

4 settembre 2010

Parlano tutti in questo periodo e neanche si accorgono che non li ascoltano più o che gli italiani sono semplicemente disgustati.

Non  è possibile dare la colpa al caldo visto che, almeno a Ponte di Legno dove Bossi trascorre le ferie, è quasi freddino di questi tempi e con questa estate.

Bossi comunque è sempre uguale a se stesso, quando parla lo fa spesso con l’arroganza tipica di chi pensa di dire solo profonde verità invece che banali pensieri.

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Calpestati 14 anni di sacrifici per loro siamo solo dei numeri

4 settembre 2010

di MARIA NOVELLA DE LUCA – da repubblica.it

Caterina, in ospedale dopo otto giorni di sciopero della fame: “Pur di lavorare ho accettato di lasciare mio marito e tre bambini e di andare a Brescia. Ora tutto viene cancellato.

“

ROMA – “Sono figlia di un agricoltore e ho l’orgoglio di essere diventata maestra elementare. Ai miei tre figli ho insegnato il rispetto e la passione per la scuola, ho lavorato nei quartieri a rischio di Palermo, dove i bambini bisognava andarli a cercare nei vicoli e nei cortili per farli entrare in classe e “rubarli” alla criminalità che li assolda e li sfrutta.

Pur di lavorare ho accettato di lasciare mio marito e i miei tre figli e di andare al Nord, in una scuola di Brescia, vivevo in una stanza d’albergo, cucinavo in un angolino, dei 1300 euro di stipendio non rimaneva nulla, ma non importa, ripartirei domani… E adesso questi 14 anni di precariato vengono cancellati, calpestati da un ministro che si rifiuta anche di incontrarci.

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11 Settembre 2001

4 settembre 2010

Intervista rilasciata da Giulietto Chiesa

Svelato il Rituale del Mega Complotto

Anche se ormai la tesi Ufficiale presentata dalla Commissione d’inchiesta è stata smentita mille volte anche da rinomati scienziati e specialisti che hanno lavorato per anni fianco a fianco per poter far luce su quello che successe l’11/9 in America, ancora oggi i responsabili non sono stati chiamati a rispondere del loro atto Criminale che costò la vita a 3000 persone che si trovavano dentro gli Edifici, senza contare coloro che sono morti a causa delle polveri mentre si apprestavano a dare aiuto a quelle persone e anche quelli morti dopo anni sempre a causa delle  polveri che si sprigionavano dalle nubi tossiche.

Ora possiamo mettere Online una completa e dettagliata inchiesta privata, nei filmati si può ben constatare come la macchina criminale dell’allora Governo Bush aveva preparato tutto nei minimi dettagli, dalle false interviste fatte tempo prima ancora che le Torri venissero buttate giù, furono usati Attori/Attrici e probabilmente cittadini ignari di quello che veramente si celava dietro tutta la messa in scena mentre rilasciavano interviste basandosi solamente su quello che il reporter gli obbligava a dire mettendoli sotto pressione più volte per far cambiare loro opinione su quello che avevano visto e sentito.

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